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La cornice nel tempo

La cornice, come “oggetto”, nasce nel Medioevo con evidente funzione di proteggere le opere artistiche dall'usura del tempo, completandone la finezza. In questo periodo si può ovviamente parlare solo di cornici a carattere religioso che risplendono nelle loro vesti di alta oreficeria sugli altari delle chiese.

E' infatti solo nel '200 che compaiono le prime cornici in legno, ricavate dalla stessa tavola del dipinto, acquistando nel '300 carattere di manifattura a sé stante per opera di intagliatori quanto mai esperti e stimati come veri e propi artisti.

Tra il '400 e il '500 la cornice entra a far parte dell'ambito domestico come complemento d'arredo, grazie anche al prevalere di abitudini piu sedentarie che diffusero l'uso di lasciare i quadri appesi al muro. Strutturalmente la cornice va sempre più assimilandosi ai canoni archittetonici del tempo: la cornice nel '400 ad esempio rispecchia fedelmente lo stile classico dei palazzi, tipica è “l'anconetta” che si ispira alle finestre quadrate contemporanee.

Nel Rinaschimento, una creazione originale dell'artigianato toscano è la cornice rotonda, ispirata come immagine dagli scudi dipinti che si vanno arrichendo di motivi naturalistici. Non mancano nel '500 le cornice quadrate cosidette “a cassetta” in legno di noce e le “sansovine” realizzate dall'artista Jacopo Sansovino e caratterizzate da rosette e testine intagliate, festoni e ghirlande.

Nel '600, la cornice fa parte integrante dell'arredo: nelle gallerie italiane dominano le “salvadore” dal nome del pittore che le ideò, Salvador Rosa. Le caratterizza un sagoma liscia, a gola, dorata, senza decorazione. Accanto a questa se ne accosta una vistosa, riccamente intagliata con motivi decorativi ispirati al mondo della natura. Nel '700, lo stile Rococò trionfa nella cornice Luigi XV che dalla Francia dilaga in Europa caratterizzando l'arredo del tempo con i suoi motivi decorativi a ventaglio, conchiglia e testina, modellati spesso in stucco dorato. Verso la fine del secolo, il gusto neoclassico impone materiali nuovi come marmi rari, tartaruga, riporti in bronzo dorato, nonché linee severe ispirate al mobilio dell'epoca.

Con l'800 la cornice continua a trarre le sue caratteristiche dal mobile in particolare dal gusto impero, con sagome lisce ed i suoi leit-motiv: palmette, rosette e ghirlande, solo nella seconda parte del secolo sarà di nuovo intagliata, epoca che vede un revival di vari stili del passato e il diffondersi di bizzarre decorazioni.

Con l'inizio del nuovo secolo, il clima di raffinato estetismo dell'Art Nouveau si trasmette anche alle cornici che, realizzate con legni preziosi, esotici o colorati vengono decorate con i tipici motivi floreali cui si alternano, libellule, farfalle e serpenti. Dopo questo periodo entra in scena il colore fra gli elementi caratterizanti della cornice: del resto, il lavoro di intaglio e di alto artigianato, dati i tempi e i costi, va sempre più scomparendo, per lasciare il posto ad una produzione dove il colore, più economico e facilmente adattabile ai nuovi arredamenti, assume sempre più rilievo per compensare una povertà strutturale e di materia prima.

Accanto a questo livellamento, legato soprattutto alla produzione in serie, un posto a parte va lasciato a punte di vera maestria nate dalla mano di artisti come Balla, che integrando la cornice al quadro, avvertono l'esigenza di far coincidere spazio dipinto e spazio circostante, per invadere col segno e col colore il limite tradizionale della cornice e rompere la monocromia usuale. In Europa fino agli anni '40 dilaga lo stile funzionale del Bauhaus che comporta la rinuncia dichiarata dei legni costosi ed esotici, con il rilancio del pero, del ciliegio e del compensato.

Nel '50 si afferma l'industrial design che per un'artista come Giò Ponti significa l'elogio dell'artificiale, dell'imitazione, delle nuove materie plastiche che permettono la più ampia libertà inventiva.

Con gli anni '60 compaiono le prime cornici in alluminio, che in sé hanno un'idea di rigore, di purezza e di semplicità che si adatta perfettamente a grafiche e a quadri astratti molto colorati del tipo di Vasarely. In seguito non vi sono avute grandi novità, salvo l'uso di qualche listello particolare e l'invenzione estemporanea.

Contatti

Luca Vicentini - Antichità, Restauro, Ebanisteria Via Bell'Italia, 49 - 37010 Peschiera d/G. Fraz. di S. Benedetto di Lugana (VR)

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