Definizione e breve storia dell'intarsio
L'intarsio è una tecnica decorativa che consiste nell'inserimento di elementi di un certo materiale (legno, ottone, avorio, tartaruga, madreperla) in una superficie di materiale diverso (generalmente nel legno): la bellezza del risultato di un intarsio
deriva dal contrasto di colore e di aspetto tra la base e le decorazioni. La forma della decorazione viene ritagliata nel materiale scelto e viene poi incisa nel supporto mediante uno strumento affilato. Nella leggera rientranza così ottenuta va incollato
il motivo, in modo che la superficie risulti il più liscia possibile.L'intarsio viene usato per decorare mobili, strumenti musicali e piccoli oggetti in legno quali vassoi e scatole oppure per realizzare quadri. Esempi particolarmente interessanti sono gli antichi cofanetti dell'antico egitto, i mobili cinesi della dinastia Ming e quelli indiani prodotti per i mercati occidentali a partire dal XVII secolo. In Europa la tecnica dell'intarsio d'arte si diffuse in epoca medievale e continuò a essere applicata fino al Settecento; agli inizi del XX secolo fu rivalutata dal movimento Arts and Crafts.
L'intarsiatore più noto è sicuramente André-Charles Boulle (Parigi 1642-1732). Questo celebre ebanista francese, portò alla massima espressione artistica la tecnica di intarsio su mobili che da lui prese poi il nome.
Maestro ebanista noto presso l’aristocrazia parigina, nel 1672 ricevette dal re Luigi XIV il privilegio di far parte della ristretta cerchia di artisti del palazzo del Louvre; lo stesso anno ottenne il titolo di ebanista e scultore di corte, grazie al quale poté sfuggire alle norme delle corporazioni di arti e mestieri, che proibivano ai propri membri di esercitare due professioni contemporaneamente. Al servizio del Re Sole Boulle disegnò e costruì scrivanie, stipi, orologi, cassapanche, pavimenti in parquet, candelieri, cornici, lampadari caratterizzati da un elaborato stile barocco; materiali prediletti erano, per la struttura, pregiati legni esotici, e per le decorazioni a intarsio l’avorio, la madreperla e soprattutto la tartaruga, sulla quale l’artista realizzava incrostazioni in ottone dorato o peltro. Tra i motivi iconografici più frequenti nei suoi intarsi figurano arabeschi, paesaggi favolosi, drappeggi, perlopiù incorniciati entro festoni a bassorilievo, mascheroni, fiori, foglie di acanto in bronzo dorato. Preziosi pezzi d’arredamento e mobili di Boulle andarono ad arricchire le sale della reggia di Versailles, del castello di Fontainebleau e del Louvre (vedi Musée du Louvre); la fama dell’ebanista raggiunse anche le corti straniere: superbi esempi della sua arte si trovano nel castello di Windsor e nella Wallace Collection di Londra. Il titolo di ebanista di corte passò ai suoi quattro figli Jean-Philippe, Pierre-Benoît, André-Charles e Charles-Joseph. Molti dei disegni di Boulle sono raccolti in un volume di incisioni diffuso a partire dal 1720 circa.


